Andrea Icardi: “Nuove elezioni in Figc? Certo!”

Dall’Australia l’appello dell’ex di Milan, Atalanta, Lazio e Verona, oggi coordinatore a Sidney del Milan Soccer Academy

“Scrivo queste righe all’Associazione Italiana Calciatori, diretta dal mio ex compagno di squadra al Verona, Damiano Tommasi, per portare a conoscenza il mio pensiero. Mio e di tanti e tanti che come me guardano al nostro calcio, lo guardano “dal campo”, ex calciatori e allenatori di settore giovanile. Attraverso la tecnologia (facebook, twitter eccetera) è facile sentire quello che è il polso della situazione, direi che praticamente tutti quelli che hanno a che fare con le cose del campo si sono rivoltati per quella che è stata la decisione del Presidente federale. Dopo l’esonero di Ventura, era tutto il Consiglio federale che doveva fare un passo indietro. Nuove elezioni? Certo, nuove elezioni e se ci saranno le condizioni per cui saranno gli stessi a continuare, allora sì si potrà poi pensare ai programmi.
Qui in Australia sono/siamo allibiti: se le cose vanno male, è tempo di cambiare, questo c’è da fare, no? Come si fa a non capire quanto bisogno ci sia in Italia di cambiare, di rinfrescare certe situazioni? A livello di settori giovanili, di campionati, magari mettendo da parte i risultati immediati, puntando a fare in modo di avere qualche giovane che possa davvero andare avanti, sino ad arrivare in Nazionale, sono anni ormai che il movimento non produce quel che dovrebbe produrre.
Dai, cosa state facendo? È tempo – adesso – di girare pagina, cercando innovazioni, investendo davvero sui giovani, pensando pure a dei collegi in cui possano studiare e fare calcio in ambienti sani, che possano dare speranza. Anch’io come tanti sono cresciuto con lo stimolo del numero 10, ai miei tempi i Rivera e i Mazzola, sono sempre i numeri 10 quelli che più affascinano: non ne abbiamo più adesso, non ci sono. Le realtà delle Primavere e pure degli allievi ormai mostrano distinte di formazioni in cui sono tantissimi i nomi stranieri, ce ne sono sempre meno di italiani. Le stesse posizioni importanti in campo, penso al primo attaccante, al grande centrocampista, al pensatore sempre in mezzo al campo vengono da altre parti; noi facciamo fatica e in pratica facciamo crescere gli altri e arriviamo così a… perdere con la Svezia. I nostri tecnici hanno insegnato e vinto in giro per il mondo, con e senza palla e tutti gli altri sono migliorati e continuano a farlo. Perché, ancora, non dare spazio alle seconde squadre? Perché non fare in modo che i nostri giovani possano esprimersi? In effetti la realtà dice che sono pochissimi quelli che li mettono in campo, non si dà loro fiducia e si continua a preferire calciatori già fatti che arrivano da altre situazioni. Nei nostri passaparola (dico nostri tramite facebook eccetera), di tutti noi insomma dell’ambiente che queste cose le conosciamo, c’è questa necessità/urgenza di cambiamento, siamo tutti d’accordo, forza!
Nuove elezioni dunque e se il risultato sarà la riproposizione degli stessi personaggi, almeno saranno tutti coscienti – ripeto – che dovranno essere fatte delle scelte.
Così comunque non va bene”.