"A tu per tu con..."

Francesca Salaorni | Fortitudo Mozzecane C.F.

⚽️ Innanzitutto congratulazioni per la laurea in Ingegneria Biomedica conseguita all'università di Padova. Conciliare studio e calcio ti ha portato a fare delle rinunce ? E come ti sei organizzata per svolgere al meglio il doppio impegno?

"Grazie mille, è stato un percorso impegnativo ma adesso mi sento molto più leggera. In molti momenti conciliare studio e calcio non è stato facile e le rinunce non sono mancate; ma nel momento in cui prendi un impegno e ti dai delle priorità nella vita, penso che si possa parlare più che di rinunce di scelte di vita. Studiando fuori sede, a Padova, all'inizio, devo essere sincera, mi sono trovata in difficoltà perché avevo provato a fare la pendolare per non saltare neanche un allenamento con la squadra, ma fisicamente non ho retto. Era troppo dura svegliarsi alle 5 della mattina per prendere il treno, tornare al pomeriggio, allenarsi alla sera e ripetere la stessa routine il giorno dopo. Dal secondo anno mi sono trasferita là e le cose sono andate meglio, riuscivo a concentrarmi bene sia nel calcio che nello studio. Generalmente, a seconda degli orari di lezione, tornavo a Verona per l'allenamento del martedì e del venerdì, mentre per il resto mi allenavo o da sola o con atre mie compagne di squadra, anche loro studentesse a Padova".

 

⚽️ Con la squadra siete state ospiti a Calcio Champagne, la trasmissione calcistica in onda il sabato sera su Rai 2. Che esperienza è stata? La tua/vostra riconoscibilità successivamente è cambiata? Quanto credi sia utile la visibilità per il calcio femminile?

"L'esperienza della partecipazione a Calcio Champagne è stata emozionante perché per una sera abbiamo vissuto con entusiasmo e adrenalina il momento sia della diretta che del 'trucco e parrucco'. Non so dire di quanto la nostra riconoscibilità sia aumentata, ma di certo a qualcosa è servito perché dalle nostre parti in molti ci hanno seguite. Credo che far partecipare delle giocatrici di calcio sia una buona idea per cercare di aumentare la visibilità del movimento, ma allo stesso tempo credo che ci sia bisogno di una maggiore importanza da dare e di un maggior spazio da ritagliare alle ospiti all'interno del programma". 

 

 ⚽️ Giochi al Mozzecane da 13 anni. Così giovane (classe 1994) sei già capitana. Alleni anche le esordienti: cosa pensi di rappresentare per queste giovani bambine? Qual è l'aspetto che più ti piace nell'allenarle ?

"Sì, gioco a Mozzecane da 13 anni. I miei primi passi nel mondo del pallone li ho mossi in questa società che ormai considero come una seconda famiglia. È importante per me avere la fascia, ha un grande valore. Come dici, sono ancora giovane sulla carta, ma in squadra ormai sono una delle 'vecchie', dal momento che l'età media non arriva ai 20 anni. Per questo portare la fascia è ancora più una responsabilità. 

Da quest'anno mi sono voluta mettere in gioco, mi è sempre passata per la testa l'idea di allenare e così ho deciso di provarci. All'inizio avevo le pulcine (insieme a Giuseppe Boni, il presidente). Da gennaio alleno le esordienti a 9, insieme alla mia compagna di squadra Zoe Caneo. Penso che le ragazzine vedano in noi degli esempi, attraverso l'allenamento non si insegna solo come giocare a calcio ma anche come comportarsi in campo e nello spogliatoio, i valori da rispettare e da acquisire (umiltà, divertimento e impegno, educazione ecc.). Già a questa età è importante formare le giovani calciatrici con una certa mentalità, iniziando a proiettarle verso il futuro. Sono convinta che la giovane età mia e di Zoe, ed il fatto che giochiamo nella prima squadra della società, le aiuti a essere più dirette con noi  e ad ascoltarci con più attenzione e interesse. 

Anche se alleno da poco, posso affermare che una delle cose più belle sia vedere la tua squadra che in partita mette in atto al meglio il lavoro svolto in settimana in modo spontaneo, il che ti fa capire che hanno appreso l'insegnamento ed è diventato un automatismo. Mi rende molto felice vedere negli occhi di ogni ragazzina la gioia nel segnare un goal ai tanto temuti maschietti, come a dire: “anche noi ragazzine siamo forti a pallone”.