A tu per tu con… Simona Parrini

Centrocampista Empoli Ladies

Complimenti per lo storico traguardo conseguito con l'Empoli Ladies: promozione in serie A! Il duello con la Novese è stato equilibrato per tutta la stagione. Cosa ha fatto la differenza per centrare la promozione?
“E' stato un campionato pieno di emozioni, dove entrambe le squadre sono scese in campo sapendo di aver pochissimi margini di errore per poter raggiungere il proprio obiettivo finale, il proprio sogno. E' difficile capire cosa possa aver fatto la differenza, però posso dire cosa ci ha permesso di vincerlo. Quest'anno, a differenza dello scorso, abbiamo preso consapevolezza che quell’obiettivo che stavamo rincorrendo da due anni non era soltanto una favola, ma la nostra realtà. Il riuscire a dire ad alta voce ciò per cui stavamo lottando, ci ha dato quella forza che ti serve per non mollare mai un centimetro, per non tralasciare nemmeno un particolare, per crescere partita dopo partita...e per scendere in campo mano nella mano, sicure di condividere molto di più di una semplice partita”.
 
Originale lo slogan delle magliette indossate per festeggiare (S’è trovAto il modo). Che significato ha per voi?
“È la risposta a ciò che il mister ci dice prima di scendere in campo ad ogni partita, "qui e ora troviamo il modo". Prima del fischio iniziale ci abbracciamo e ci prepariamo ad affrontare ogni ostacolo che possiamo incontrare, cercando di trovare, appunto, il modo per superarlo e alla fine…s'è trovAto il modo”.
 
Hai visto crescere da dentro il progetto dell'Empoli Ladies (prima Castelfranco), e da lontano quello della Fiorentina Women's (in passato sei stata una colonna del Firenze femminile). Vedi delle similitudini? Pensando al derby toscano della prossima stagione come lo immagini?
“Le similitudini credo siano principalmente nell'interesse che entrambe le società hanno dimostrato nei confronti dei due progetti, confermandosi tra i pionieri di quel salto di qualità di cui ha bisogno il calcio femminile. L'Empoli crede molto in noi e sono convinta che sia la chiave giusta per crescere ed arrivare a quel derby con la determinazione giusta, creando quell'atmosferica magica che solo partite del genere riescono a realizzare”.
 
Sei stata coinvolta da AIC all'evento di Pontedera per la presentazione della Carta a fumetti dei diritti delle donne nello sport. Perché è ancora così necessario spiegare le difficoltà che vive il mondo sportivo femminile? Stai notando dei miglioramenti in tale direzione?
“Sì, è stato un piacere per me partecipare all'evento e poter ascoltare e presentare in prima persona i problemi che tutt'ora il mondo sportivo femminile, in Italia, è costretto ad affrontare e che spesso pochi conoscono. Sicuramente ci sono stati dei miglioramenti negli ultimi anni, come ad esempio la nascita dei Centri Federali e l'avvicinamento dei club maschili alla nostra realtà. Tuttavia credo che uno de limiti più grandi sia il fatto che risultiamo formalmente dilettanti ma professioniste di fatto. Finché esisterà questa disuguaglianza sarà necessario spiegare le difficoltà che vive il mondo sportivo femminile”.
 
Cosa ti senti di consigliare a una bambina che oggi vuole giocare a calcio?
“Di seguire sempre i propri sogni, perché  una delle cose più importanti nella vita è porsi degli obiettivi e lottare con tutte le proprie forze per raggiungerli. Il calcio ti insegna uno dei più grandi valori della vita, il lavoro di squadra. Quando ti rendi conto che i tuoi obiettivi sono condivisi, capisci che la volontà di raggiungerli è moltiplicata per un gruppo intero e che il risultato non può che essere raddoppiato”.