Kenan Yildiz
Prima di portare la Turchia al Mondiale, nel mese di marzo Kenan Yildiz ha segnato due gol e realizzato due assist in tre gare. Partite difficili, alleggerite dal suo talento pienamente maturo. Contro l’Udinese, una delle squadre più fisiche del campionato, Yildiz vince un duello corpo a corpo scattando in profondità e mentre con il braccio tiene lontano il difensore vede e serve il movimento di Boga a pochi metri dalla riga di porta.
La maturità di Yildiz si vede anche dalla facilità con cui oggi calcia in porta. Spesso i suoi tiri sono “sentenze”, come quelli contro Pisa e Sassuolo - dove poi la Juventus ha dovuto accontentarsi di un pareggio. In una recente intervista ha detto che preferisce avere libertà di muoversi partendo da sinistra, svariando al centro e arrivando anche sul lato opposto. Una minaccia per tutta la difesa avversaria e un messaggio al resto del campionato: questo è quello che si guadagna ad avere esterni creativi in squadra e non solo laterali a tutta fascia in grado di fare l’iron-man.
Forse è doveroso ricordare che Yildiz ha ancora vent’anni. In un calcio che ha difficoltà a gestire i giovani, in un campionato dove sempre più giocatori vengono a spendere gli ultimi anni di attività, Yildiz è una contraddizione vivente: un giovane eccitante e creativo sulle cui spalle stanno comode le ambizioni di una delle squadre più blasonate. La differenza che fa Yildiz è quella che fanno i giocatori speciali, è vero, e sarebbe sbagliato pensare che ogni possa avere “il proprio Yildiz”, ma è anche un esempio di come investire e credere nei talenti tecnici e giovani, a costo di sbatterci la testa i primi anni - ricordate quando Yildiz veniva chiamato “giocatorino”? - possa valere più di un paio di sessioni di mercato da cento milioni. Yildiz è una speranza per la Juventus e per il campionato tutto.
redazione l'Ultimo Uomo
