Calciatore del mese AIC gennaio '20 – Serie A

Josip Iličić

Con la tripletta segnata lo scorso sabato, nel devastante 0-7 con cui l’Atalanta ha battuto il Torino a Torino, Iličić ha pareggiato la sua migliore stagione di sempre dal punto di vista realizzativo (quella 2015-16 in cui ha segnato 13 gol con la maglia della Fiorentina) e ha superato Paolo Rossi come gol totali in Serie A (ottantacinque). È la sua quarta tripletta in due anni e solo Messi (sette) e Aguero (sei) hanno fatto meglio.  Nel mese di gennaio ha segnato sette gol in cinque partite (sei in quattro, se consideriamo solo il campionato) e anche se in mezzo ci sono due sconfitte e un pareggio è ormai opinione comune che si tratti di uno dei migliori giocatori del campionato.

Nel mese di gennaio c’è chi ha fatto come o più di lui. Cristiano Ronaldo ha segnato otto gol in cinque partite, ad esempio. Ciro Immobile invece ha segnato sette gol in sei partite e al momento è in testa alla classifica della Scarpa d’Oro con 23 gol stagionali. Ma è stato anche il mese di due terzini atipici, due terzini che sono anche degli attaccanti aggiunti. Theo Hernandez ha segnato due gol e realizzato un assist guidando la ripresa del Milan di Pioli, che ha pareggiato una partita e vinto le altre e oggi è a ridosso della zona Europa League ed è in semifinale di Coppa Italia. Gosens invece è semplicemente il difensore ad aver segnato più gol in Europa (otto). 

Nessuno però, come Iličić dà l’impressione di controllare e gestire ogni partita e ogni situazione all’interno di essa. E se è stato votato come "Calciatore del Mese AIC" (sui nostri social e su quelli de l’Ultimo Uomo) è perché è finalmente chiaro quanto sia un giocatore completo. È il suo nono anno in Italia ed è al terzo di seguito in cui segna più di 10 gol. Primeggia in tutte le statistiche avanzate del campionato (Expected Goals e Expected Assist) e dà l’impressione di esprimersi finalmente al meglio. 

Josip Iličić gioca come se sapesse qualcosa più degli altri. Lui ha detto: «Quando sto bene posso fare quello che voglio in campo». È sempre stato lento e fragile, ma negli anni ha allenato l’arte dell’elusione, sfuggendo a ogni tackle e pensando prima giocate sorprendenti. Ma non è solo un giocatore geniale, è anche “solamente” utile, sa farsi trovare dai compagni anche solo per un appoggio, per far circolare la palla e la sua abilità negli smarcamenti è un’arma tattica fondamentale per Gasperini. Josip Ilicic non è solo diventato un grande giocatore, ma soprattutto un giocatore completo e costante. Amato da una tifoseria, parte della storia di una squadra che non lo dimenticherà mai per quello che è in grado di fare in campo “quando sta bene”. 

Qui l'articolo dell'Ultimo Uomo

 

 

30.01.20