Audizione al Senato del Presidente Calcagno
Il Presidente AIC Umberto Calcagno ha preso parte questa mattina a Roma, presso il Senato, all’audizione sulle proposte di riforma del calcio italiano della 7ª commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport.
“Premialità a squadre che danno continuità a giovani selezionabili”
“Su giovani e selezionabili la strada deve essere quella degli incentivi e di nuove risorse, con criteri precisi. Dobbiamo premiare le società che investono nei settori giovanili e che danno continuità ai giovani selezionabili. I risultati di un vivaio non possono essere misurati soltanto sulla vittoria di un campionato Primavera, ma soprattutto sul percorso e sulla carriera che quei ragazzi riescono poi a costruire.
“Campi di quartiere per avvicinare ragazzi a sport”
“Abbiamo bisogno di grandi impianti, anche in vista degli Europei, ma il calcio italiano ha anche bisogno di piccoli e medi impianti. In molti territori non abbiamo strutture adeguate per far giocare la Serie A femminile o le seconde squadre. La Spagna, più di trent’anni fa, è ripartita dai campi di quartiere. Dovremmo farlo anche noi. Nei nuovi progetti nelle città costruiamo tanto, ma troppo spesso manca proprio un campo dove i ragazzi possano avvicinarsi allo sport. Se vogliamo ricostruire la base del movimento dobbiamo ripartire anche da lì.”
“No a sostituzione Inail con assicurazione per calciatori e calciatrici”
“Le misure per rendere il sistema più sostenibile non possono essere finanziate riducendo le tutele di calciatori e calciatrici. Non riteniamo giusta la sostituzione dell’assicurazione INAIL con polizze private. Parliamo di una delle tutele più importanti nel mondo del lavoro sportivo, soprattutto nelle categorie inferiori, e di un’attività nella quale gli infortuni sono all’ordine del giorno, tanto più oggi che si gioca molto più rispetto al passato”
“Più risorse a base movimento e calcio femminile”
“Nel calcio femminile siamo passati da 20mila a 40mila tesserate, ma siamo ancora lontani dai numeri dei principali contesti europei e mondiali. I grandi risultati raggiunti, grazie all’impegno dei club e a una generazione di ragazze che ci ha dato tante soddisfazioni, non devono nascondere il problema: la base del movimento è ancora troppo ridotta. Servono più risorse e politiche più estese per lo sport femminile, anche per superare quelle barriere culturali che ancora oggi tengono troppe ragazze lontane dal calcio.”
