NOTA DEL FONDO DI FINE CARRIERA
• I 185 milioni di euro non sono risorse trattenute dal Fondo, ma riguardano le somme maturate dagli iscritti ancora da erogare, comprese quelle di calciatori e allenatori tuttora in attività;
• Tra le 627 posizioni contestate in modo strumentale, appena 9 riguardano iscritti che non avevano mai presentato prima una domanda di liquidazione;
• Avanzo di gestione 2025/26 a circa 1,7 milioni: più del doppio rispetto all'esercizio precedente, in un quadro patrimoniale solido.
Il Fondo Fine Carriera Calciatori e Allenatori respinge con fermezza le accuse apparse sulla stampa nelle ultime ore, che considera del tutto strumentali e di natura politica. Non può sfuggire che arrivino a poche settimane dalle elezioni federali del 14 dicembre e all'indomani della candidatura del senatore Adriano Galliani da parte delle componenti tecniche.
Il Fondo non trattiene le somme degli iscritti. Gli oltre 185 milioni di euro di contributi da erogare al 30 giugno 2025 corrispondono alle posizioni maturate da tutti gli iscritti, compresi calciatori e allenatori ancora in attività. A differenza di altri istituti simili, il Fondo non ha esercitato fino ad oggi alcuna prescrizione e ogni posizione è rimasta liquidabile per intero anche a distanza di decenni. La solidità patrimoniale non è in discussione: a fronte di debiti verso gli iscritti per oltre 191 milioni di euro, l'attivo supera i 197 milioni. Dalla costituzione sono state liquidate oltre 29.300 posizioni e nella stagione 2025/26 sono stati erogati circa 20,5 milioni di euro a 717 iscritti.
Le somme che sarebbero state "scovate" – circa 1,2 milioni di euro riferiti a oltre 90 iscritti – non sono state liquidate perché gli iscritti interessati non hanno ancora presentato la domanda. Se l'avessero fatto, le avrebbero già ricevute entro il termine di due mesi previsto dallo Statuto. Per questo appare strumentale che chi li assiste, invece di supportare i clienti nell'avviare la procedura, preferisca sostenere che il Fondo non paga quando ci sono ex calciatori che potrebbero ritirare quanto spetta loro da mesi. Delle 627 posizioni contestate, solo 9 riguardano iscritti che non avevano mai chiesto prima una liquidazione. Si tratta in larga parte di richieste seriali, inoltrate strumentalmente dallo stesso studio legale, che vertevano soprattutto su richieste di estratti conto e versamenti, dati che ogni iscritto può controllare autonomamente sul portale del Fondo. È a queste richieste di informazioni, e non alle liquidazioni, che si riferiscono anche tutti i tempi di attesa contestati. Il Fondo risponde fornendo immediatamente all'iscritto le credenziali per accedere alla propria posizione, con procedure di autenticazione pensate per proteggere i dati personali e previdenziali degli iscritti, e non ha mai negato un'informativa a chi ne aveva diritto.
Si ricorda che la liquidazione avviene su domanda dell'iscritto, presentata direttamente al Fondo, perché non è possibile sapere se e quando una carriera si sia conclusa in via definitiva. Il tesseramento federale, che il Fondo consulta per le proprie verifiche, non basta a stabilirlo: molti calciatori proseguono come allenatori o riprendeno a versare dopo una pausa. Per questo, ai fini dell'articolo 22 dello Statuto, la "cessazione definitiva" coincide con l'assenza di un contratto professionistico al momento della domanda. Chi la presenta viene liquidato entro due mesi e, se in seguito firma un nuovo contratto, riparte da zero. Le liquidazioni multiple sono quindi fisiologiche. Ogni anno, inoltre, AIC e AIAC ricordano a calciatori e allenatori, durante i ritiri, l'esistenza del Fondo, e sui portali delle due associazioni sono illustrate le procedure da seguire.
Si precisa che l'indennità di fine carriera ha natura previdenziale e garantisce il capitale versato. La gestione punta anzitutto a proteggerlo, con investimenti concentrati in titoli obbligazionari – oltre 144 milioni di euro al 30 giugno 2025, circa il 73% dell'attivo – che offrono rendimenti contenuti, tanto più in anni di tassi d'interesse ai minimi storici.
Nell'esercizio 2024/25, su un avanzo di oltre 727 mila euro al netto di costi e imposte, 622 mila euro (circa l'85%) sono andati agli iscritti e 105 mila euro (circa il 15%) a riserva. La quota percentuale è in linea con quella degli ultimi 25 anni e con la storia del Fondo: dalla costituzione sono stati distribuiti oltre 65,5 milioni di euro, circa l'85% degli avanzi generati. Per il 2025/26 è previsto un avanzo di circa 1,7 milioni di euro, più del doppio del precedente.
La partecipazione totalitaria del Fondo in Sport Invest 2000 è iscritta per oltre 33 milioni di euro, circa il 17% dell'attivo, a fronte di immobili che valgono di più. La società si appresta a concludere un'operazione immobiliare con un incasso previsto di circa 18 milioni di euro, che verranno versati al Fondo e investiti in titoli a rafforzamento del patrimonio. Non si tratta, dunque, di risorse destinate alla gestione corrente o al pagamento delle liquidazioni, che il Fondo sostiene regolarmente. Dall'operazione è attesa una plusvalenza di circa 1 milione e, secondo le previsioni, la società chiuderà il bilancio 2026 con un utile netto di circa 900 mila euro.
Il Consiglio di Amministrazione lavora per garantire la solidità del patrimonio degli iscritti e le iniziative avviate a tutela del capitale hanno già prodotto un primo risultato con la vicenda Centurion. Il 4 luglio scorso il Tribunale di Roma ha respinto le domande di Centurion Global Fund contro Sport Invest 2000, riconoscendo la legittimità del recesso e il diritto a trattenere la caparra confirmatoria di 1,9 milioni di euro. La controversia nasceva da un contratto preliminare per la compravendita di un complesso immobiliare a Roma, firmato nel marzo 2020: prima, quindi, che l'attuale CdA si insediasse nel 2021.
I conti del Fondo sono controllati dal Collegio Sindacale e, per scelta dell'attuale CdA, da una società di revisione esterna. Dal 10 luglio scorso il rendiconto è pubblicato sul sito del Fondo e continuerà a essere pubblicato ogni anno. Il Consiglio di Amministrazione del Fondo continuerà ad agire, come ha fatto finora, con l'obiettivo prioritario di tutelare il patrimonio del Fondo, garantire il capitale versato e assicurare agli iscritti le prestazioni maturate.
D'ora in poi, sarà inevitabile dover tutelare l'immagine del Fondo e la reputazione di chi lo amministra nelle sedi giudiziarie più opportune, contro gli autori di comunicazioni, articoli o ogni altra notizia riportata in modo scorretto e cioè non veritiero rispetto ai dati su indicati.
