IL RICORDO DI CAMPANA

Calcagno: “Un maestro” - Grazioli: “Uomo di grande rettitudine morale” - Grosso: "Ho perso un amico" - Tommasi: "Fonte ispiratrice"

“Senza di lui, i calciatori e le calciatrici oggi non avrebbero tutti i diritti che hanno”. Umberto Calcagno, Presidente dell'Assocalciatori, parla di Sergio Campana, storico n.1 e fondatore del sindacato con Mazzola, Rivera e Bulgarelli, come “un maestro”. "Tanti di noi, in AIC, hanno raccolto l’eredità, anche nel suo consiglio di non sovraesporre mai l'Associazione, di non mettersi al centro della scena, lui che agiva in sordina, pur potendolo fare”. Ma soprattutto, Campana è stato la rivoluzione dei diritti per i giocatori. "Con la legge 91 del 1981, tutto cambiò: oggi forse non ci rendiamo conto, ma da 50 anni a questa parte tutti i calciatori gli devono tutto, dalla pensione che percepiscono ai diritti che senza di lui non avrebbero mai avuto. Li riteniamo scontati, acquisiti, ma sono il frutto delle sue battaglie".

 

"Campana” - dice Gianni Grazioli, Direttore Generale dell'AIC, al fianco dello storico presidente per numerosi anni – “è stato una grande figura per il calcio italiano, per quel che ha fatto per i calciatori tutti, fondando il sindacato con Rivera, Mazzola e Bulgarelli, e per il suo contributo costruttivo e onesto alle istituzioni. Era un uomo di altri tempi, di grande rettitudine morale, ma al passo con un calcio che cambiava alla velocità della luce. Non a caso, il sindacato calciatori italiano, con quello inglese, è riconosciuto come il più autorevole al mondo".

 

"È un giorno molto triste per me, perché ho perso un amico e un compagno con cui abbiamo affrontato tante battaglie per i calciatori". Lo dice Leo Grosso, a lungo Vicepresidente dell'Aic negli anni della presidenza di Sergio Campana. "Una persona che ha fatto la storia del sindacato e del calcio italiano. Mi piacerebbe che i giovani calciatori di oggi riuscissero a rendersi conto di quanto Campana ha fatto per la categoria e quindi per loro”.

 

“Sergio Campana è stato l’Associazione Calciatori” – ha detto Damiano Tommasi che proprio da Campana aveva raccolto il testimone alla presidenza. "È stato per tutti noi fonte ispiratrice per l’impegno per la categoria, per il nostro sport e ha contribuito all’ingresso di atleti e atlete nelle istituzioni sportive. Per tutti noi dell’AIC è stato una grande persona e soprattutto durante l’impegno come presidente ha rappresentato una saggia presenza che ha contribuito a darci una guida e uno spirito col quale dedicarsi all’attività dell’Associazione. Un abbraccio alla moglie nel ricordo di un uomo che ci ha lasciato molto e un testimone da portare avanti, per cui non potrà mai mancare il suo spirito all’interno dell’AIC”.

19.07.25