Il pallone racconta: Giancarlo Salvi

Il pallone racconta: la scomparsa di Giancarlo Salvi

Il Real Vicenza perde per sempre il suo motorino: si è spento, il 6 maggio scorso a Vicenza, Giancarlo Salvi, 71 anni. Era stato centrocampista di Sampdoria, Milan e Vicenza. In biancorosso approdò a 31 anni, ottenendo le maggiori soddisfazioni. Con Paolo Rossi centravanti, fu tra i protagonisti della promozione in Serie A del 1976-1977 e del secondo posto nel campionato successivo, dietro alla Juventus.
Nato a Dego, in provincia di Savona, era cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, con la quale disputò 10 campionati di A e uno di B, per poi trasferirsi in Veneto, dov’è rimasto tutta la vita.

I RICORDI
Molti i pensieri degli ex compagni, a partire dalla pagina facebook di Franco Cerilli, uomo forte di quei biancorossi. “E’ successo così all'improvviso che non ho avuto il tempo di salutarti. Mi manchi tanto, amico, davvero, e tante cose son rimaste da dire… Il mio discorso più bello e denso esprime con il silenzio il suo senso (citazione da L’arcobaleno). Ciao Giancarlo. Riposa in pace”.
L’ex compagno Luciano Miani: “Che tristezza. Ciao amico mio. Rip”.
E Fausto Silipo, ex terzino in particolare del Catanzaro, negli anni ’70. “Gran bravo ragazzo, a Genova abitavo nella sua casa”. Altro centrocampista dell’ex è stato Giovanni Lorini, già bandiera del Brescia e per 4 gare in quel Vicenza: “Rip, grande uomo!”.
In biancorosso arrivò anche il mediano e poi libero Giuseppe Pallavicini, ma dal 1984: “Sono molto triste, mi mancano le parole. Condoglianze alla famiglia, sei stato un grande in tutto”.

IL REAL VICENZA
Quella squadra berica si declinava a memoria: Galli; Lelj, Marangon; Guidetti, Prestanti, Carrera; Cerilli, Salvi, Rossi, Faloppa, Filippi. Allenatore Gb Fabbri, scomparso un anno fa.
Lo stopper era Valeriano Prestanti, che sui social si rivolge a Salvi così: “Quando in allenamento provavamo i calci piazzati, ti dicevo: “Gianca, mettimela lì e tu non sbagliavi mai. I pochi gol che ho fatto in serie A li devo a te. Mi rimarrà nella mente la sua simpatia, mi facevi morire con le tue battute intelligenti e mai banali. In una partita eravamo in vantaggio per 3-0, tu passasti davanti alla panchina avversaria e sorridendo gli dicesti Vi arrendete?”. Come s’incavolarono… Ci mancherai tanto…”.
I biancorossi giocavano talmente bene che sembravano il Real. Dalla Spagna raccogliamo al telefono la testimonianza di Luciano Marangon, avvisato dalla figlia Beatrice, nipote del grande Alfonso Santagiuliana, 400 partite nel Lanerossi e già del grande Torino, scomparso nel ’94
“Sapevo che non stava bene” - racconta – “di problemi al cuore. L’indebolimento generale dell’organismo l’ha portato a questo virus. Manco dall’Italia da anni e l’ultima volta che fu a una cena di ex biancorossi, organizzata da Ernesto Galli, Lelj e Carrera, rimasti a vivere a Vicenza. C’erano anche Farina e Gb Fabbri. Era un ritrovo di quel gruppo che fece grande la città. La morte di un ex compagno tocca sempre, abbiamo condiviso momenti importanti, dispiace. La vita è questa, tanto più quando scompare un giovane. Qui faccio le condoglianze alla moglie e alle figlie”.

LA SCHEDA
In Serie A, Giancarlo Salvi collezionò complessivamente 313 presenze e 40 reti. Tante, anche se a lungo fece il centravanti. In serie B, 75 partite, con 17 gol. Alto uno e 70, per 68 chili, esordì in serie A a Genova, il 15 settembre del 1963, in Sampdoria-Messina 3-1. Vestì le maglie di Sampdoria, Milan, Vicenza e Varese.

a cura di Vanni Zagnoli

10.05.16