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I Pumas delle Ande

La favola Leicester in confronto è quasi poca cosa, perché nella doppia finale del campionato peruviano appena concluso, l’Alianza di Lima, una delle tre grandi del calcio locale con Universitario e Sporting Cristal, è stata sorprendentemente sconfitta con il punteggio di 4 a 3 da un club fondato nel 2010 e ad appena alla sua seconda stagione in Liga 1: l’Escuela Municipal Deportivo Binacional.

Il Deportivo Binacional nasce per rispondere alla voglia di calcio di una città di poco più di 13.800 abitanti, Desaguadero, posta in un altopiano andino esattamente al confine tra Perù e Bolivia (da cui il nome del club Binacional…), ad una quota di 3.832 metri di altezza, sulle sponde meridionali del lago Titicaca.

In Sudamerica pochi luoghi sono così evocativi, e solo chi l’ha visitato può comprenderne la storia ed il fascino: il Titicaca è un lago immenso di 8.562 km quadrati, 23 volte quello di Garda, ad una altezza media che sfiora i 3.900 metri, origine di antichissime civiltà precolombiane e preincaiche, in particolare della cultura Tiahuanaco. Tuttora, sia in Perù che in Bolivia, le sue rive sono popolate da discendenti dei gruppi etnici Aymara, Quechua e Urus, che hanno un rapporto molto stretto e storico con il lago. 

E, verrebbe da dire, da un po’ di tempo anche con il Binacional, che è ormai il club che raccoglie gli aficionados di tutta la provincia del lago e dintorni, e in particolare per le squadre della capitale Lima, che è al livello del mare, non deve esser facile giocare ai 3.824 metri dello stadio Guillermo Rosamedina di Juliaca, il capoluogo regionale dove il Binacional ha deciso di giocare. 

In altura gli effetti del “soroche”, il mal di montagna che dipende dalla minore percentuale di ossigeno nell’aria, si fanno sicuramente sentire: ma un torneo di 36 partite non si vince solo giocando in casa e nulla, nemmeno uno stadio costruito ai piedi della cordigliera delle Ande, può attenuare i meriti di un club così giovane, composto esclusivamente da calciatori senza un grande passato, con non più di due o tre stranieri in rosa.   

E viene quindi spontaneo tifare un po’ per loro, i Pumas del Sur, con le loro divise blu che ricordano il colore intenso del lago Titicaca, un luogo che appare tutt’oggi misterioso e senza tempo. 

08.01.20