Federico Dimarco, miglior calciatore assoluto
di Giuseppe Rimondi
Il Gran Galà del Calcio AIC, organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori in collaborazione con Lega Serie A, quest’anno si è svolto in uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo, il meraviglioso e suggestivo Teatro alla Scala di Milano, questa volta non per mandare in scena opere o concerti di musica classica, ma per premiare i Top 11 del campionato italiano 2025-26. Mattatore della serata è stato senza ombra di dubbio Federico Dimarco, 29 anni il prossimo 10 novembre, per la terza volta consecutiva eletto miglior terzino sinistro e, come ciliegina sulla torta, proclamato anche miglior calciatore assoluto della passata stagione.

Allora Federico non c’è due senza tre, ma questa volta hai voluto proprio esagerare.
“Qualcosa di speciale e di unico vincere questo premio per tre stagioni di fila, mi piacerebbe poterlo ripetere ancora nel futuro ma sarà un traguardo molto arduo da raggiungere. Ciò che mi rende ancora più orgoglioso è il fatto che sono stati proprio i miei colleghi di tutte le squadre ad avermi votato, se poi penso che, addirittura, sono stato scelto come miglior calciatore assoluto, mi vengono i brividi. Aggiungiamoci che da ragazzo, nato a Milano e tifoso interista, ricevere tali riconoscimenti in questo meraviglioso teatro nel cuore della mia città, indossando i colori nerazzurri, è veramente qualcosa di straordinario”.
Domenica prossima, qui a due passi, nell’autodromo di Monza si disputa il Gran Premio d’Italia di F.1: voi nel campionato di Serie A siete partiti in pole position come favoriti e dopo appena due “giri” siete già in testa. Come lo vedi questo “gran premio” calcistico?
“Lo vedo molto lungo, proprio come un Gp, sarà un campionato a tappe molto difficile con tante insidie e noi dovremo farci trovare pronti. Tutti ci aspettano al varco e vorrebbero fare lo sgambetto ai campioni in carica. Io, tutti miei compagni, il mister e l’intero staff nerazzurro siamo pronti e sappiamo che ogni anno si deve resettare tutto e ripartire da zero”.
A proposito di ripartenze, tu in carriera ne hai dovute fare tante, con molte stagioni in prestito, infortuni e un futuro incerto. Con la tua forza di volontà e tanti sacrifici sei riuscito a conquistarti i migliori palcoscenici, tante vittorie, per giunta nella tua squadra del cuore. Cosa diresti ai ragazzi che si affacciano a questo sport e magari alle prime difficoltà lo abbandonano?
“Io ho imparato che per prima cosa non bisogna mollare mai, sembra la solita frase fatta ma è quello che penso. Alcune delusioni, anche forti, mi hanno aiutato a crescere e quello che sono oggi lo devo anche a tutte le difficoltà che ho incontrato lungo il mio percorso in questo mondo. Quindi dico a tutti i ragazzi di non arrendersi, provare a scavare dentro a loro stessi e di avere una grande forza di volontà”.

Per rimanere in tema di ragazzi giovani, tu nel 2006 hai visto vincere il Mondiale all’Italia quando avevi 9 anni. Oggi ci sono generazioni di ragazzini che non hanno mai visto la nostra Nazionale disputare una partita della fase finale del torneo più importante al mondo. Da pilastro della squadra azzurra, vuoi dare loro una speranza per il futuro?
“Per quanto riguarda il mio percorso in azzurro il passato non conta, la Nazionale e la convocazione va sempre guadagnata sul campo con le prestazioni, lavorando duro ogni giorno con il proprio club. Ora è arrivato il nuovo mister, Roberto Mancini, non ha bisogno di presentazioni, ha vinto un Europeo pochi anni fa e conosce l’ambiente alla perfezione. Noi giocatori, convocati e non, faremo di tutto per riportare la nostra rappresentativa azzurra in alto. Speriamo di dare a tutti i tifosi e in particolare ai bambini le gioie che si meritano”.
Tra poco sarai padre per la terza volta, cosa vorresti regalare al tuo bimbo in arrivo?
“Innanzitutto la nascita di mio figlio la festeggerò insieme a mia moglie Giulia e agli altri due, Chloe e Nicholas, che vengono prima di qualunque cosa. Per una dedica speciale, e so a cosa ti riferisci, vediamo. La Champions League è una manifestazione molto difficile e impegnativa, con tante squadre fortissime. Ho avuto la fortuna di giocare già due finali di questo importante torneo, mi piacerebbe riprovarci cambiando però il risultato”.

