ADDIO A BRUNO PIZZUL, UNA VOCE, UNA LEGGENDA

Una vera e propria icona del giornalismo sportivo, voce e volto che sono rimasti nell'immaginario collettivo degli italiani: Bruno Pizzul è morto questa mattina a Gorizia a pochi giorni (8 marzo) dal suo 87° compleanno. Originario di Cormons, piccolo centro del Collio goriziano, con il suo inconfondibile timbro vocale ci aveva accompagnato in tante trasmissioni e telecronache, soprattutto della nostra Nazionale, dal 1986 al 2002, raccontando gli azzurri in cinque campionati del mondo, su tutti quello delle notti magiche di Italia ’90.

Ex calciatore professionista (aveva militato, tra le altre, nel Catania e nell’Ischia), una volta chiuso col calcio giocato aveva intrapreso la carriera di giornalista diventando uno dei volti più noti della Rai, distinguendosi per la sua passione, competenza ed eleganza. Epiche le sue frasi spesso rimarcate nelle telecronache, da “Partiti” a “tutto molto bello”, da “ed è gol!” a “ha il problema di girarsi”. Storica anche la sua “prima volta” quando arrivò in ritardo di un quarto d’ora alla telecronaca della partita di Coppa Italia tra Juve e Bologna (1970) a causa di un pranzo (col presidente della Roma, Viola) andato un po’ troppo per le lunghe.

Le strade di Bruno Pizzul e dell’Assocalciatori si sono spesso incrociate in tutti questi anni, dalle premiazioni agli eventi, dal decennale, ventennale e trentennale dell’Associazione al Galà del Calcio Triveneto che presentò nel 2010 a Vicenza (ospite nell’occasione era Gianni Rivera). Uomo elegante, pacato, mai sopra le righe, in una lunga intervista rilasciata alla rivista dell’AIC “Il Calciatore” nel gennaio del 1990: “Sono tanti che mi accusano di essere troppo tenere coi calciatori, che dovrei criticarli con maggior puntiglio. In effetti si può notare che chi non ha giocato a calcio è più caustico, più categorico”. Ed ancora: “C’è quel luogo comune che i calciatori siano la parte migliore del calcio… io credo che sia vero, per me lo è”. 

05.03.25