Il pallone racconta: Angelillo

Gli 80 anni del bomber di Inter, Roma, Milan e Genoa

I furti di tre computer e di un telefono stavolta non c’entrano. Antonio Valentin Angelillo ha cambiato numero e noi siamo a piedi. Non riusciamo a rintracciarlo, non vogliamo chiedere favori alla Gazzetta dello sport e neanche troviamo una nostra vecchia intervista per Libero.
“Mi saluti il direttore, lo conosco, è un amico”, ci disse in chiusura di telefonata. Forse 5 anni fa, per i record di Totò Di Natale, andiamo a memoria.
Antonio Valentin ha compiuto 80 anni, celebrati, crediamo, solo dalla rosea. Rifiutiamo di googleare, è troppo facile, andiamo a memoria e sappiamo che il miglior cannoniere del dopoguerra, vinse la classifica dei marcatori 60 anni fa, circa, con la cifra da primato: 37?
Argentino, nome e cognome singolare, Valentin, cognome indimenticabile e una bella carriera anche da allenatore. Arezzo, ecco, lo ricordiamo in B.
Da bomber fu devastante nell’Inter. Altro non ricordiamo, è un bel problema. Certo, era un altro calcio, che abbiamo ricordato di recente con l’addio a Eugenio Bersellini. Ma il calcio di Valentin era precedente, anni ’50. Lui era grande, non perdonava, antesignano di Gigi Riva, per precisione e prolificità e potenza. Rammentiamo la figurina, poc’altro. Certo che era un tombeur de femme, come GiggiRiva.
Antonio Valentin Angelillo. Valentin è parte vocale di Valentinsig, ex giocatore di basket, goriziano. Angelillo era un gaucho, un Batistuta antelitteram, probabilmente più forte. Un Abel Balbo più cannoniere, magari meno manovriero. All’epoca faceva reparto da solo, eppure non giocava da solo.
Siamo a corti di argomenti e allora andiamo almeno su wikipedia, per raccontare che in realtà è passato un mese dal compleanno, caduto il 5 settembre, anche la Gazzetta era in ritardo e noi ancora di più.
La sequenza di squadre: Racing club e Boca Juniors, Inter e anche parecchia Roma, 4 stagioni con 27 reti, contro le 68 del quadriennio nerazzurro. Milan e Lecco. Lecco! I blucelesti, mamma mia. Qui scatta la divagazione, tutti in piedi. Per il Lecco che da un po’ è provincia, era stato preso da Evaristo Beccalossi che poi si è defilato. Senza dire: “Sono Evaristo, scusate se insisto”.
Angelillo a Lecco, che storia. Ancora Milan, solo tre presenze e un gol, come nel primo Milan e a Lecco. Genoa con 5 reti e la chiosa all’Angelana. Chi è l’Angelana? Sovviene Gabriele Cirilli, il comico di Zelig: “Chi è Tatiana?”.
Angelana è di Assisi, mai ci saremmo arrivati. Umbria, stagione Migaghelli, 500 posti. A 32 anni, Valentin Angelillo era là, a Santa Maria degli Angeli, splendida frazione.
In nazionale, 11 gol in 11 gare con l’Argentina, dal ’56 al ’60, chissà perchè non lo chiamarono tanto. Poi uno in due con l’Italia.
E vai con le panchine: Angelana e Aquila Montevarchi (squadra storica di C), Chieti (neroverde) e il Campobasso, Rimini e Brescia, Reggina e Pescara. L’ottimo triennio all’Arezzo. Avellino in A, Palermo in B. Mantova e di nuovo Arezzo, Far Rabat. Ancora Marocco, insomma, e pure la nazionale. Sino alla Torres, nel ’91. A 54 anni, dunque, Angelillo si ferma con il calcio.
Ah, con l’Argentina vinse la copa America del ’57, in Perù. Ancora non c’era Sky, neanche Rabiosa, della fidanzata di Piquè. Non si parlava di secessioni nè referendum.
Angelillo era di origine lucana, da parte di nonno, di Rapone.
Quasi basta. Dalla biografia vediamo solo una curiosità. La dolce vita, la storia con Attilia Tironi, in arte Ilya Lopez, ballerina di nightclub. Il mago Helenio Herrera lo accusò di scarsa professionalità, per questo lo cedette alla Roma.
Il resto è storia, emozioni. Quel signore alto uno e 78, dunque molto normale, che ci rispose con cordialità. Diverso per esempio da Luisito Suarez, che ama la tv e per il resto centellina.
Oggi i night sono in ribasso, brutta gente, brutta atmosfera, vanno molto i lapdances. Antonio, grande. Ti sei divertito e ci hai fatto divertire. La biografia è infinita, per una volta ci fermiamo presto.
Dateci il numero, a zagnoliv@libero.it, almeno per salutarlo.
Ah, i gol di quella stagione eroica: 38 in tutto, 33 in campionato.
Super. Ci saluti Arezzo, ecco, e l’Argentina. Don’t cry for me… Argentina.

Vanni Zagnoli