Audizione AIC alla Camera

Parità di genere nello sport

Si è svolta ieri, presso la VII commissione Cultura della Camera dei deputati, presieduta dall’ onorevole Flavia Piccoli Nardelli, l’audizione riservata all’Associazione Italiana Calciatori su alcuni testi di legge: parità di genere nello sport e professionismo femminile, con prima firmataria l’On. Laura Coccia, e proprietà delle società professionistiche a prima firma dell’on. Attaguile.
Per AIC erano presenti il Presidente Damiano Tommasi, Katia Serra Responsabile del Settore Calcio Femminile, Ilaria Pasqui Responsabile Ufficio Legale Dilettanti, e Fabio Appetiti Responsabile Relazioni Istituzionali.
La discussione, a cui hanno partecipato esponenti di tutte le forze politiche, si è incentrata sulle difficoltà strutturali e culturali dello sport al femminile in Italia, in modo particolare sul calcio, dove il nostro paese sconta un ritardo decennale rispetto ad altre federazioni europee.
Nel suo esposto, Tommasi ha rappresentato anche i passi avanti fatti in questi anni, frutto delle battaglie delle calciatrici coordinate da AIC culminate nello sciopero del 2015, e da una maggiore consapevolezza da parte della FIGC che, proprio lo scorso mese, ha affidato alla nostra rappresentante in Consiglio Federale Sara Gama la delega in materia di calcio femminile.
Tommasi ha concluso dando il massimo sostegno a tutti i percorsi legislativi in atto che prevedano maggior tutele e garanzie nei confronti delle calciatrici, fino a quello che sarà l'approdo definitivo nel professionismo, come anche di tutto il restante mondo dilettantistico, auspicando una definitiva rivisitazione della Legge 91.
Numerose le domande e le osservazioni provenienti dai diversi onorevoli presenti (Coccia, Blazina, Valente) che hanno auspicato l'apertura di un tavolo di confronto tra governo e parlamento in grado di poter definire interventi concreti prima della fine della legislatura.
Sul tema delle proprietà delle società, il Tommasi ha ricordato il suo intervento in passato, sottolineando come sia necessario tutelare il valore sociale di una società di calcio, da imprenditori poco interessati a tutelare il patrimonio sportivo che questa rappresenta nei confronti della propria città e dei propri tifosi.