#parolaalpresidente

Ho fotografato le parole di un sindaco perché il concetto di proprietà, "casa mia", "terra mia", "cittadino mio", ha assunto contorni preoccupanti. 

Avevo già avuto modo di raccontare come nelle tragedie,  Bataclan o Londra che sia, la ricerca di uno o più italiani tra le vittime sembra un modo per sentire la tragedia più tragedia e per poterla definire "nostra". Preoccuparsi solo del "nostro" e dei "nostri" mi sembra un passo indietro nella storia, o forse è il sottofondo culturale che più o meno ciclicamente riemerge.

Lo ius soli da molte parti benedetto come passo verso un mondo sempre più "nostro" viene messo in discussione al grido "qui a casa mia". Sarà per questo, soprattutto, che saremo in campo domenica 18 giugno a Roma con Liberi Nantes e Unhcr in occasione della giornata mondiale dei rifugiati.  Un pallone, un campo da gioco, tanti volti, tante storie e la consapevolezza di essere tutti temporaneamente "ospiti" in questo "nostro" mondo!  Damiano